Veroli apre la Settimana della Comunicazione: al centro giovani, relazioni e umanità digitale

Veroli si è trasformata in un laboratorio vivo di idee, relazioni e riflessioni inaugurando, con alcuni eventi anticipatori, la Settimana della Comunicazione 2026. Un percorso che mette al centro un tema quanto mai attuale: “Custodire voci e volti umani”, ispirato al messaggio di Papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Protagonisti assoluti dell’avvio sono stati i più giovani. Sabato 18 aprile, oltre 500 bambini hanno partecipato a un laboratorio promosso da Paoline e Paolini insieme alla Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri. Attraverso attività educative e momenti di condivisione, i piccoli sono stati guidati a riflettere sull’importanza di una comunicazione gentile e autentica. A sottolinearlo anche il vescovo Santo Marcianò, che ha invitato i presenti a usare parole capaci di costruire relazioni sane e diventare strumenti di pace.

La giornata è proseguita con un incontro dedicato ai giovani, chiamati oggi più che mai a confrontarsi con un ambiente digitale che non è più solo uno strumento, ma uno spazio esistenziale. Il titolo dell’incontro – “Testimoni credibili nel mondo della Comunicazione” – ha offerto lo spunto per una riflessione concreta: abitare il digitale con umanità, evitando superficialità e aggressività. Tra gli interventi, quelli di don Giuseppe Lacerenza e di altri rappresentanti della diocesi, insieme al sindaco di Veroli Germano Caperna.

Il messaggio che emerge è chiaro: comunicare non è solo trasmettere contenuti, ma costruire relazioni. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla sovrabbondanza di informazioni, diventa essenziale “disarmare” il linguaggio, renderlo più consapevole, rispettoso e autentico. Una sfida che riguarda tutti, ma in particolare le nuove generazioni.

Le iniziative sono proseguite il 20 aprile con un laboratorio nella scuola primaria “Don Andrea Coccia”, dove sono stati donati 120 libri per sostenere la crescita culturale dei più giovani e favorire l’apertura della biblioteca alla comunità. Un gesto concreto che rafforza il legame tra educazione, lettura e comunicazione.

A dare forma visiva al messaggio è il visual ufficiale realizzato da David Fabrizi: il volto di una giovane donna che parla, attraversato da segni che richiamano il mondo digitale. Un’immagine simbolica che sintetizza il cuore del tema: la tecnologia è parte del nostro tempo, ma al centro resta sempre la persona, con la sua unicità e la sua capacità di relazione.

Nel suo messaggio, Papa Leone XIV richiama infatti l’urgenza di non perdere il primato dell’umano nell’era dell’intelligenza artificiale. Le tecnologie, pur potenti, non possono sostituire il pensiero critico né impoverire le capacità emotive e relazionali. La vera sfida è scegliere come utilizzarle, orientandole al bene comune.

“Custodire” diventa così una parola chiave: custodire le voci significa promuovere un linguaggio non violento; custodire i volti significa riconoscere nell’altro una persona, non un semplice dato. Senza ascolto non esiste comunicazione autentica, e senza comunicazione non esistono relazioni profonde.

La Settimana della Comunicazione, che si svolgerà ufficialmente dal 10 al 17 maggio in tutta Italia, si presenta quindi come un invito concreto a riscoprire il valore dell’ascolto, della responsabilità e della coscienza nell’uso delle parole. Perché solo una comunicazione veramente umana può generare legami duraturi e contribuire a costruire una società più giusta e consapevole.