Riattivare papa Francesco

A un anno dalla scomparsa di Jorge Mario Bergoglio, il dibattito sull’eredità di papa Francesco è più vivo che mai. È da questa urgenza culturale, ecclesiale e politica che nasce Riattivare papa Francesco, il nuovo volume pubblicato da Effatà Editrice, al centro dell’incontro pubblico in programma giovedì 21 maggio alle ore 17.30 presso la Libreria San Paolo di Genova.

L’appuntamento vedrà la partecipazione dei curatori Andrea Bosio e Piotr Zygulski, insieme agli autori Alessandro Raso e Gabriele Laganaro, per un confronto aperto su uno dei pontificati più discussi e incisivi della storia contemporanea della Chiesa cattolica. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti.

Il libro si inserisce nel percorso culturale inaugurato con Riattivare il Gesù storico (2021) e proseguito con Riattivare Paolo di Tarso (2025), all’interno della collana “Nipoti di Maritain”. L’obiettivo non è costruire una memoria celebrativa di Francesco, ma interrogarsi sul significato profondo delle trasformazioni avviate durante il suo pontificato e sul rischio che molte delle sue intuizioni vengano archiviate troppo rapidamente.

“Cosa resterà dei processi che ha avviato?” è la domanda da cui prende forma il volume. Gli autori analizzano infatti i grandi temi che hanno caratterizzato il magistero bergogliano: l’apertura della Chiesa ai margini, la riforma delle strutture ecclesiastiche, il dialogo con il mondo contemporaneo, l’attenzione ai poveri, all’ambiente e alle periferie esistenziali. Ma il testo affronta anche le contraddizioni, le resistenze interne e le ambiguità che hanno accompagnato gli anni di Francesco.

Secondo i curatori, una Chiesa “sempre bisognosa di riforma” non può permettersi di rimuovere le domande lasciate aperte dal pontefice argentino. Da qui l’idea di “riattivare” il suo messaggio: non trasformarlo in un’icona rassicurante, ma raccogliere la sfida di un cambiamento ancora incompiuto.

Il volume raccoglie contributi e interviste di alcune delle voci più autorevoli del panorama teologico e culturale internazionale: da Timothy Radcliffe ad Antonio Spadaro, da Massimo Faggioli a Severino Dianich, fino a James Martin, Anselm Grün e Antje Jackelén. Un mosaico di riflessioni che restituisce la complessità di un pontificato capace di suscitare entusiasmo e opposizione, speranza e inquietudine.

Tra le testimonianze più significative emerge quella del cardinale Timothy Radcliffe: “Papa Francesco desiderava aprire le porte della Chiesa, perché tutti si sentissero benvenuti”. Una frase che sintetizza forse meglio di ogni analisi il cuore della sua visione pastorale: una Chiesa meno preoccupata di difendere confini e più impegnata ad accogliere le fragilità umane.

L’incontro genovese si propone così non soltanto come presentazione editoriale, ma come occasione di confronto pubblico su un’eredità ancora in movimento. Perché, come suggerisce il titolo del libro, il pensiero di papa Francesco non appartiene soltanto al passato recente della Chiesa, ma continua a interrogare il presente e il futuro del cattolicesimo contemporaneo.