Montà d’Alba ricorda il canonico Francesco Chiesa

A ottant’anni dalla morte, due giornate dedicate a una figura centrale per la diocesi di Alba e la Famiglia Paolina

MONTÀ D’ALBA, 13-14 giugno 2026 – La comunità di Montà d’Alba si prepara a celebrare l’80° anniversario della morte del canonico Francesco Chiesa, sacerdote, educatore e maestro spirituale che ha lasciato un segno profondo nella diocesi di Alba e nella storia della Famiglia Paolina.

L’iniziativa, promossa in accordo con il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, e con la Famiglia Paolina, nasce dal desiderio condiviso del parroco di Montà, don Paolo Marenco, e del sindaco Gianluca Costa di rendere omaggio a una delle personalità più significative del territorio e della Chiesa albese del Novecento.

Una vita dedicata allo studio e alla formazione

Nato a Montà d’Alba il 2 aprile 1874 da Lorenzo Chiesa e Teresa Alai, Francesco Chiesa manifestò fin da giovane una particolare inclinazione alla vita spirituale e al servizio ecclesiale. Entrato nel Seminario di Alba all’età di dodici anni, si distinse per intelligenza, disciplina e profonda vita interiore.

Ordinato sacerdote nel 1896, completò la propria formazione conseguendo lauree in Teologia, Filosofia e Diritto. Il suo prestigio accademico lo portò a insegnare numerose discipline nel Seminario di Alba, tra cui Filosofia, Teologia, Diritto, Patrologia e Sociologia, contribuendo alla formazione di generazioni di sacerdoti.

La sua attività di docente e studioso si affiancò a un’intensa produzione editoriale. Convinto dell’importanza della comunicazione e della diffusione della cultura cristiana, pubblicò opere di teologia, filosofia, sociologia e spiritualità che conobbero ampia diffusione sia in Italia che all’estero.

Un pastore vicino al popolo

Nel 1918 venne nominato Canonico della Cattedrale di Alba e parroco di San Damiano. Nel corso del suo lungo ministero pastorale trasformò la comunità parrocchiale in un modello di evangelizzazione e formazione cristiana.

Tra le sue intuizioni più innovative vi fu l’organizzazione del catechismo in scuole strutturate e la valorizzazione del ruolo delle catechiste formate specificamente per questo servizio. Promosse inoltre le associazioni cattoliche e collaborò attivamente alla crescita della vita ecclesiale della diocesi, diventando un punto di riferimento per sacerdoti, religiosi e laici.

La sua autorevolezza spirituale lo rese guida e confessore di numerosi sacerdoti e anche di alcuni vescovi, che ne apprezzavano la saggezza e la capacità di discernimento.

Il sostegno alla nascita della Famiglia Paolina

Tra gli aspetti più significativi della sua eredità vi è il rapporto con il beato Giacomo Alberione e con le fondazioni paoline. Francesco Chiesa comprese con lungimiranza il valore dei nuovi mezzi di comunicazione e l’importanza di metterli al servizio dell’evangelizzazione.

Con il consiglio, la preghiera, l’insegnamento e il sostegno concreto accompagnò i primi passi della Pia Società San Paolo e delle Figlie di San Paolo, contribuendo in modo decisivo alla loro crescita e al loro sviluppo.

Per questo motivo la sua figura continua a essere ricordata come uno dei principali punti di riferimento spirituali e culturali della Famiglia Paolina.

Un’eredità ancora viva

Il canonico Francesco Chiesa morì il 14 giugno 1946, lasciando una testimonianza di fede, servizio e dedizione pastorale che continua a ispirare la Chiesa e il territorio albese. La fama di santità che lo accompagnò durante la vita e dopo la morte portò all’avvio delle indagini canoniche sulla sua vita, sulle sue virtù e sui suoi scritti.

A ottant’anni dalla sua scomparsa, le celebrazioni di Montà d’Alba rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire l’attualità del suo insegnamento e il contributo offerto alla formazione delle coscienze, alla vita pastorale e alla missione evangelizzatrice della Chiesa.