Prenderanno avvio ad Alba, nel marzo 2026, le celebrazioni per un anniversario di straordinaria rilevanza: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Alba insieme al Centro Culturale San Paolo, si inserisce nel più ampio calendario di eventi dedicati alla riscoperta della figura del santo umbro, offrendo alla comunità un’occasione di riflessione culturale e spirituale.
Il programma prevede due appuntamenti significativi. Il primo, in calendario il 20 marzo 2026, vedrà l’intervento dell’arcivescovo di Genova Marco Tasca, che guiderà il pubblico in una meditazione dal titolo “San Francesco e l’oggi a 800 anni dalla sua morte”. Un’occasione per interrogarsi sul valore attuale del messaggio francescano, in un tempo segnato da profondi cambiamenti sociali e culturali. Il secondo incontro, il 30 marzo, sarà affidato alla teologa Cristina Simonelli, che proporrà una lettura dal titolo “Francesco. Ritorno al futuro”, suggerendo come la figura del santo possa ancora orientare lo sguardo verso ciò che verrà.
Questi eventi non rappresentano soltanto momenti di approfondimento accademico, ma si configurano come tappe di un percorso più ampio di riscoperta. A ottocento anni dalla sua morte, avvenuta nel 1226, San Francesco d’Assisi continua infatti a esercitare un fascino universale, capace di attraversare epoche e culture. La sua scelta radicale di povertà, il suo amore per la natura e la sua instancabile ricerca di pace parlano con sorprendente attualità al mondo contemporaneo.
In un’epoca segnata da crisi ambientali, tensioni internazionali e crescenti disuguaglianze, il messaggio francescano appare più che mai necessario. Il suo invito a riconoscere ogni creatura come “fratello” o “sorella” anticipa temi oggi centrali nel dibattito globale, come la sostenibilità e la responsabilità condivisa verso il pianeta. Allo stesso modo, la sua capacità di dialogo – emblematica nell’incontro con il sultano durante le Crociate – si propone come modello di convivenza e apertura all’altro.
Le celebrazioni albesi si inseriscono dunque in un contesto più ampio, che coinvolge comunità, istituzioni e studiosi in Italia e nel mondo. Non si tratta soltanto di ricordare una figura storica, ma di lasciarsi provocare dalla sua testimonianza. Francesco non appartiene solo al passato: il suo è un messaggio che continua a interrogare il presente e a indicare possibili vie per il futuro.
Partire da eventi come quelli di Alba significa, quindi, trasformare la memoria in occasione viva. Attraverso il confronto e l’ascolto, l’anniversario degli 800 anni diventa uno spazio di dialogo, in cui la figura di Francesco può essere riletta alla luce delle sfide contemporanee. Un invito, ancora oggi, a scegliere la semplicità, la fraternità e la pace come orizzonte di vita.

