Il Festival Biblico torna a intrecciare fede, cultura e attualità, proponendo anche per il 2026 un percorso di riflessione capace di attraversare le inquietudini del presente. Dopo l’avvio nei territori della provincia dal 14 al 17 maggio, il cuore della manifestazione si è acceso a Vicenza con la serata inaugurale che ha visto dialogare il biblista Luciano Manicardi e l’analista geopolitico Dario Fabbri sul tema scelto per questa 22ª edizione: “Il potere del limite”. Un tema quanto mai attuale, chiamato a interrogare le fragilità individuali e collettive, i confini della tecnica, della politica e persino della spiritualità.
Fino al 24 maggio, Vicenza ospita un fitto calendario di incontri che affrontano il limite come possibilità di senso, occasione di relazione e misura necessaria per l’umano. Il Festival conferma così la propria vocazione a essere uno spazio aperto di confronto, capace di coinvolgere studiosi, artisti, credenti e non credenti attraverso linguaggi differenti.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano gli incontri biblici “Giorno e notte”, coordinati dallo storico Alberto Guasco, con la partecipazione di voci autorevoli dell’esegesi e della spiritualità come Marinella Perroni, Emanuela Buccioni, don Fabio Rosini, fratel Alessandro Coniglio, don Stefano Didonè e il monaco Sabino Chialà. Accanto alla riflessione biblica trovano spazio le “Meditazioni”, affidate al poeta e scrittore Franco Arminio e al sociologo don Simone Zonato, in collaborazione con Vicenza Jazz, in un dialogo tra parola, silenzio e musica.
Di particolare rilievo anche il ciclo “Geografia delle fedi”, realizzato insieme alla rivista Jesus e moderato dalla giornalista Costanza Spocci, che torna a interrogarsi sui chiaroscuri dell’esperienza religiosa in alcuni dei contesti più delicati del pianeta. Uno sguardo internazionale che conferma la volontà del Festival di affrontare le grandi questioni del presente senza semplificazioni.
Ampio spazio viene dedicato anche all’attualità attraverso i “Dialoghi”, che porteranno a Vicenza ospiti provenienti da mondi diversi: dall’economia alla filosofia, dalla scienza allo sport. Tra i protagonisti figurano Elsa Fornero, mons. Riccardo Battocchio, Umberto Curi, mons. Lucio Adrian Ruiz, l’esperto di intelligenza artificiale Nello Cristianini, il climatologo Luca Mercalli, l’alpinista Matteo Della Bordella, il campione paralimpico Daniele Cassioli, l’ingegnere aerospaziale Marcello Spagnulo, l’astronomo Piero Benvenuti e lo psicoterapeuta Alberto Pellai.
Tra le novità di quest’anno spicca “Il Piccolino”, un nuovo format pensato per le famiglie, mentre tornano gli appuntamenti di “Scintille”, gli incontri culturali e musicali al dAbar di piazza Duomo in collaborazione con Bacàn, oltre agli incontri con gli autori. A chiudere l’edizione vicentina sarà, domenica 24 maggio, la lectio magistralis di Andrea Riccardi.
Dal 21 al 24 maggio il Festival Biblico approda anche a Treviso, trasformando alcuni dei luoghi più significativi della città — dalle Gallerie delle Prigioni al Tempio di San Nicolò, dal Museo Bailo al Cinema Edera — in spazi di dialogo tra cultura, spiritualità, arte e cittadinanza.
Il programma trevigiano si apre con “Dimmi che esisto”, dialogo dedicato ai temi del potere, della religione e della giustizia riparativa, accompagnato dalle visite guidate alla mostra contemporanea “Lines, Loops, Leaks”. Seguono incontri dedicati all’ecumenismo, al cinema e alla parola poetica, come “Sconfinamenti ecumenici”, la proiezione del film Los Domingos e il reading “Parola di Bass”.
Non mancano riflessioni dedicate all’educazione e allo sport, con Johnny Dotti e l’incontro “Il muro invisibile”, che affronta il valore del limite nell’esperienza sportiva grazie alle testimonianze di Daniele Scarpa, Sandra Truccolo, Silvia Marangoni e Dominga Lot. Presente anche a Treviso il monaco Sabino Chialà per un appuntamento biblico.
Il fine settimana proseguirà affrontando temi cruciali come migrazioni, vulnerabilità e ricerca spirituale, con ospiti quali Laura Cappellazzo e Juri Camisasca. A chiudere il Festival trevigiano sarà l’incontro con Alberto Pellai e il concerto finale “Beyond the River” del gruppo vocale Sweet Sound Singer.
Anche quest’anno il Festival Biblico si conferma dunque un laboratorio culturale e spirituale capace di leggere il presente attraverso il confronto tra saperi, esperienze e sensibilità differenti. Un invito a riconoscere nel limite non solo una soglia da superare, ma una possibilità di umanizzazione e di incontro.

