GIORGIO LA PIRA

 

Reverenda Madre,
lo scopo di questa circolare? Ecco: fare proprie, con tutta l’anima, con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, le parole del Signore (“Finora non avete chiesto nulla nel mio nome: chiedete ed otterrete, perché la vostra gioia sia piena”) e chiedere al Padre celeste, nel nome di Gesù e di Maria, una cosa precisa: cessino i focolari di guerra che sono ancora accesi qua e là nel pianeta,… e che la pace, malgrado tutto, si stabilisca definitivamente sulla terra: Pax in terra!

Madre Reverenda,
bisogna puntare con estrema decisione, con totale impegno sopra questa domanda: questa grazia della pace alla intiera famiglia umana deve essere concessa dal padre celeste; il fiume di pace – di cui parla Isaia – deve irrigare con abbondanza la città degli uomini, come irriga la città di Dio
(Apoc. 22): il Signore non può negare questa grazia così fondamentale dalla quale dipende l’esistenza della civiltà umana, del genere umano e, forse, dello stesso pianeta! Perché, Madre Reverenda, al punto in cui si trovano le cose, non c’è alternativa per i popoli: o la pace millenaria o la distruzione apocalittica della famiglia umana e della terra medesima provocata (Dio non voglia) dalla potenza sconvolgente – apocalittica davvero! – delle armi nucleari!

Ed allora? Allora la risposta è evidente: - bisogna avere il coraggio (perché di questo si tratta!) di scegliere la pace e di agire a tutti i livelli (internazionali ed interni: militari, scientifici, tecnici, economici, sociali, culturali, politici e religiosi) in conformità a questa scelta.

(Giorgio La Pira, Lettere alle claustrali, dalla lettera del 27 maggio 1965)